L’aria di Firenze migliora, ma la mobilità resta uno dei nodi sui quali intervenire. È questa, in sintesi, la fotografia che emerge dai dati dell’Osservatorio sulla Mobilità Urbana Sostenibile, che monitora annualmente la qualità dell’aria, il parco veicolare e le infrastrutture per la mobilità elettrica nelle principali città italiane coinvolte nella missione europea delle "100 città climaticamente neutre e intelligenti entro il 2030". Per Firenze il quadro presenta luci e ombre. Da una parte c’è un progressivo rinnovamento del parco automobilistico, con una crescita consistente delle vetture meno inquinanti. Dall’altra, restano significative le concentrazioni di alcuni inquinanti e soprattutto un numero ancora elevato di mezzi vecchi, in particolare tra i motocicli.

Il dato più evidente riguarda il biossido di azoto (NO2). Da gennaio secondo l’Osservatorio, Firenze ha registrato 148 superamenti della soglia indicata dall’Oms per questo inquinante (media giornaliera inferiore ai 25 microgrammi), a fronte dei 3/4 giorni annui indicati. Mentre Firenze per ora rientra nel valore limite dal 2030 stabilito dalla direttiva europea (media giornaliera inferiore a 50 microgrammi) con 18 giorni di superamenti (il limite è proprio 18). Per il PM10, invece, i giorni oltre la soglia sono stati 6. Sono dati che vanno letti anche alla luce della stagione. Nei mesi estivi, infatti, le alte temperature e la forte radiazione solare favoriscono la formazione di alcuni inquinanti, in particolare dell’ozono. Ma il biossido di azoto resta strettamente legato anche alle emissioni prodotte dal traffico, rendendo il tema della mobilità centrale nella strategia di miglioramento della qualità dell’aria. Il parco auto fiorentino sta comunque cambiando.