Nei giorni scorsi di ‘doccia continua’ contro l’afa opprimente e di notti con poco sonno ci son tornati alla mente i Bagni Pubblici di quando eravamo ragazzi. Bagni Pubblici nel senso di locale pubblico dove si poteva fare a pagamento, prezzi modici, con tanto di saponette (Camay, Palmolive) e asciugamani, che volendo si potevano anche portare da casa, per risparmiare. Erano all’angolo della piazzetta davanti al duomo: e li abbiamo ritrovati in una foto d’epoca -archivio biblioteca- scattata nel 1968 da Nazario Morigi: ‘la Ferrari davanti al Duomo’. Ma, nel nostro caso, interessa lo scorcio dei Bagni Pubblici come istantanea del passato prossimo della nostra città.
Un servizio utile: tanto più che il censimento del 1971 registrava ancora che il 20% delle case cesenati della città vecchia e delle campagne non aveva gabinetti all’interno degli appartamenti; e il 40% non aveva bagno (questo prima dei successivi interventi di rifacimento e risanamento). Questi disagi abitativi erano, a quel tempo, caratteristica infelice delle città italiane, anche al nord. Basti pensare ad una canzone ancora famosa: ‘Il ragazzo della via Gluck’ lanciata da Adriano Celentano nel 1968 (proprio l’anno della nostra fotografia). I versi di quella ballata folk beat dicono, parlando d’u ragazzo che va stare in una casa nuova città: ‘potrai lavarti in casa, senza andar giù nel cortil…’. A questo punto, com’è nostro costume, abbiamo approfondito un po’ la ricerca.








