Alessandro ed Emanuele Petrucci hanno scelto di non arrendersi. Dopo il terremoto del 2016, quando la loro macelleria a Trisungo venne distrutta dalla scossa del 30 ottobre, hanno deciso di ripartire investendo nel territorio e nella propria storia familiare. Una scelta di cuore, ma anche una scommessa imprenditoriale che, a dieci anni di distanza, si è rivelata vincente.
Alessandro, avete trovato il coraggio, a quattro mani, di ripartire ben due volte dopo il terremoto.
"Esatto. Il 24 agosto il negozio aveva subito danni lievi e potevamo continuare a lavorare perché il locale era agibile. Poi è arrivata la scossa del 30 ottobre e ci ha distrutto tutto. Siamo rimasti un anno intero senza lavorare e abbiamo riaperto il 27 ottobre dell’anno successivo".
Come avete fatto a ripartire?
"Avevamo un terreno di nostra proprietà nella zona artigianale e, in base alle norme, ci spettavano circa 35-40 mila euro per la delocalizzazione. Abbiamo utilizzato quella somma, ma il terreno era da riempire e urbanizzare, poi abbiamo dovuto costruire e riallestire completamente il negozio. Alla fine abbiamo investito circa 250 mila euro, mettendo di tasca nostra gran parte delle risorse. Il contributo era irrisorio, ma abbiamo deciso di scommettere e la scommessa è andata bene".











