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Arrivata nel 2017, la Volkswagen T-Roc ha presto scalzato la Golf dal trono di regina delle vendite del marchio di Wolfsburg.

La seconda generazione, uscita lo scorso anno, ha detto addio al diesel, si è aggiornata nelle forme ed è cresciuta nelle dimensioni: è lunga 437 cm, contro i 424 del modello che ha sostituito, guadagnandone 4 nel passo, che da 259 arriva adesso a 263 cm.

Lo spazio in più si riflette in modo positivo soprattutto per chi siede dietro, che può contare su spazio extra per gambe e spalle. È invece diminuita la capacità del bagagliaio, che passa da 378 a 348 litri, misurati dal Centro prove (ma il vano è comunque regolare e sfruttabile). Ben fatto l'abitacolo, con materiali di qualità, finiture curate e il giusto equilibrio tra comandi fisici e digitali. Per tutte, di serie la strumentazione digitale da 10,3" e l'infotainment da 12,9" con connettività wireless per Apple CarPlay e Android Auto. La nuova T-Roc rimane un'auto che si guida bene, e con un confort che soddisfa. E l'elettrificazione leggera, con impianto mild hybrid a 48 volt, favorisce i consumi, più bassi rispetto al passato (ma è in arrivo anche la full hybrid).

Il 1.5 eTSI a ciclo Miller della Volkswagen T-Roc è disponibile con potenze da 116 e 150 CV. Che, a prescindere dalla potenza, rimane orientato alla massima efficienza: progressivo ed elastico ai bassi giri, è sempre omogeneo nel funzionamento, vibra pochissimo ed è ben accordato con il cambio Dsg a 7 rapporti. Non ha uno scatto particolarmente brillante (lo 0-100 è da 10,8 secondi) ma, per la stragrande maggioranza delle situazioni, marcia in salita inclusa, è difficile avvertirne il fiato corto. Ai bassi carichi di lavoro disattiva due cilindri, e si spegne del tutto quando si rilascia l'acceleratore, nelle fasi di coasting.