Monaco (Germania) È il tempo a cambiare l’idea che abbiamo del successo. Nel 2017 la Volkswagen T-Roc è arrivata nelle concessionarie per presidiare il mercato rampante dei Suv medi e compatti, pronta per sostituire un mostro sacro come la Golf in un mondo che sembrava stravolgersi. Non è andata così, l’auto simbolo del marchio tedesco resta ancora sulla breccia, ma è un fatto che oggi sia proprio la T-Roc il modello Volkswagen più venduto in Europa. La scalata ha funzionato, come del resto quella che Casa di Wolfsburg è riuscita ad innescare per la sua gamma di vetture elettriche, tanto da diventare il marchio con il risultato commerciale complessivo migliore di tutto il Continente. Successi innegabili, questo è vero, in un tempo che cambia nel frattempo.
Arriva a novembre
Volkswagen T-Roc seconda generazione, in Italia da novembre, riparte da outsider in un mondo dove l’offerta della concorrenza asiatica è diventata fortissima. La dimostrazione di forza che mette è proprio nel competere sui contenuti, non affidandosi solo al marchio. Si presenta al debutto con motori benzina mild hybrid, ma riserva per il 2026 la novità assoluta del primo sistema full hybrid realizzato da Volkswagen. Nonostante il successo, cresce di ben 12 centimetri in lunghezza, con un totale a quota 437 cm che adesso avvicina parecchio la sorella maggiore Tiguan, distante solo 16 centimetri. Numeri importanti, se è vero che si discute di un modello destinato ormai a rappresentare anche la prima o unica auto di famiglia. Quello che era un design spigoloso e massiccio adesso si scioglie in linee più pulite che attraversano le fiancate fino alla coda, in stile coupé, con uno spoiler arretrato di gusto sportivo. Resta l’impronta della T-Roc in quella curvatura marcata del tetto che spiove sul terzo montate a forma di pinna. A trasformarsi è invece il frontale, giocato tutto sul bordo del cofano motore che ospita fari Led sottilissimi e un listello illuminato, così come il logo del brand.













