Dom Ubaldo Cartoni, monaco Camaldolese. L’iniziativa punta. a riportare l’attenzione su un luogo meno conosciuto del patrimonio casentineseRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLa storia dei monaci camaldolesi passa anche dalla Mausolea di Soci, nel territorio di Bibbiena. È qui che, per secoli, la vita religiosa si è intrecciata con il lavoro nei campi, la produzione del vino e la cura del territorio. Ora questo patrimonio torna visitabile grazie alle visite guidate organizzate ogni sabato e domenica da Mazzafirra Aps, in collaborazione con la Comunità Monastica di Camaldoli e La Mausolea Società Agricola.
Il percorso accompagna i visitatori all’interno della villa. I monaci sperimentarono nel tempo tecniche di coltivazione e lavorazione, lasciando un’eredità che ancora oggi vive nella produzione vinicola della Società Agricola dei Monaci Camaldolesi. La visita parte dagli ambienti signorili della villa, tra l’atrio, le cappelle, le camere con i letti a baldacchino, il Salone delle Feste e il loggiato coperto. All’esterno, invece, il percorso attraversa il parco fino alla terrazza panoramica, da cui lo sguardo si apre sul paesaggio del Casentino.
Il cuore della visita è però nelle antiche cantine, dove riemerge il legame tra i monaci e il lavoro agricolo. Il percorso permette inoltre di conoscere gli impianti legati alla gestione dell’acqua e dell’energia, collegati storicamente al canale affluente dell’Archiano, al Berignolo e alla centrale idroelettrica.







