In una foto di repertorio, la Badia di Santa Maria a. Montepiano, originaria dell’XI secolo e poco curata. . Ebbe origine da un romitorio fondato da Beato Pietro e si sviluppò il complesso monastico, tenuto dall’Ordine VallombrosanoRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciE’ risultato impossibile visitare la Badia di Montepiano, uno dei patrimoni culturali ed artistici della Val di Bisenzio e dell’intera Provincia. La protesta arriva da tanti potenziali visitatori che, passando da Montepiano, avrebbero gradito poter ammirare gli affreschi presenti all’interno dell’edificio medioevale e che invece hanno trovato le porte chiuse e poca disponibilità all’apertura.

La settima scorsa è rimasto a bocca asciutta anche il gruppo organizzato del progetto Epic, dell’Ambito Turistico Pratese: il numeroso gruppo, formato da operatori, funzionari dell’assessorato al turismo del Comune di Prato, rappresentanti di Appennino Slow e i responsabili della comunicazione del progetto, hanno visitato l’interno del mulino della Badia, il Mulino Saetti - gentilmente aperto dal proprietario - ma non hanno potuto far altro che ascoltare la storia del monastero vallambrosiano edificato nell’undicesimo secolo (in quello che veniva chiamato "Monte Piano", senza poter vedere le ricchezze artistiche al suo interno: il gruppo si è infatti fermato davanti al portale, in mezzo ad erbacce ed erba alta e davanti ai due contenitori in plastica nera con fioriture all’apparenza abbandonate all’incuria, che son stati posti davanti all’entrata, probabilmente per scoraggiare il parcheggio.