Sereni: "Doverosa la tutela dell’abbazia, dispiace il Comune non sia stato coinvolto"Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLo ‘scudo’ della Soprintendenza a protezione della Badia di Settimo e di tutte le aree circostanti. La soprintendente, Antonella Ranaldi ha dato il via alla procedura per l’apposizione delle tutele di salvaguardia del millenario complesso abbaziale. Sono passati due anni esatti da quando Ranaldi, proprio al nostro giornale ebbe a dichiarare: "L’intero territorio intorno alla Badia dovrà essere salvaguardato. Non possiamo più permetterci l’edificazione che purtroppo c’è stata. L’impegno della Soprintendenza sarà seguire e accompagnare i lavori intraprendendo azioni di tutela di salvaguardia del territorio circostante".

Intorno alla Badia, dichiarata zona rossa, il territorio è stato suddiviso in tre zone: una zona ‘A’ agricola dove sono vietati nuovi interventi edificatori a eccezione di quelli legati all’attività agricola.

Le altre due aree di dimensioni più ridotte ai margini del centro abitato, prevedono anche nuove edificazioni, ma con specifiche prescrizioni. Tra queste, il divieto di realizzare edifici superiori a tre piani nell’area B1 (via dell’Orto) e a due piani nell’area B2 (via del Botteghino). Le strutture dovranno essere armonizzate con il complesso monumentale e con il contesto ambientale. Nell’intera area, è vietata l’installazione di impianti fotovoltaici a terra e di mini eolici; quelli a tetto non dovranno intralciare la visuale del complesso. Il procedimento si concluderà in 120 giorni, entro 80 si potranno presentare osservazioni da parte degli aventi diritto.