HomeEmpoliCronacaChiusa la Pieve romanica. Si moltiplicano gli appelli per il recupero della chiesaLa precarietà di alcune strutture non permetterebbe le visite del pubblico. Tante le segnalazioni arrivate, dal forum del ’Fai’ alle pagine social inerenti .La pieve di San Giovanni Evangelista a Monterappoli, al momento chiusa al pubblico, per la precarietà di alcune strutture, come confermato dal proposto di Empoli, don Guido Engels (Gasperini/Fotocronache Germogli)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciL’antica, monumentale pieve di San Giovanni Evangelista a Monterappoli è chiusa. Il motivo starebbe nella precarietà di alcune strutture. La conferma della chiusura è giunta da don Guido Engels, proposto di Empoli. Ci si è messi in contatto con don Guido dopo che si erano rincorse voci in tal senso, che avevano fatto breccia sia nel forum del ‘Fai’, Fondo Ambiente Italiano, sia sulla pagina di Facebook pubblica ‘Le Chiese d’Italia’, dove addirittura un post di qualche giorno fa afferma che San Giovanni "è una pieve che rischia di crollare", pur essendo una di quelle più importanti lungo il percorso della via Francigena.

Sul ‘Fai’, da tempo è presente l’appello a fare qualcosa per ripristinare questa bellissima chiesa che è anche uno dei principali monumenti di Empoli e della Valdelsa: risale, secondo un’iscrizione, al 1165. È costruita in regolari file di mattoni in cotto secondo la tipologia del romanico più maturo del XII secolo: il bel portale (con capitelli di stile jonico in marmo bianco) è sormontato da una bifora. La facciata e lo stesso portale mostrano segni di deterioramento, ma non sembrerebbero cose così gravi. L’interno - fatto assai raro per le pievi della Toscana centrale, spesso con sovrastrutture barocche - ha mantenuto l’aspetto medioevale ad eccezione di alcuni altari seicenteschi. La pala d’altare principale è opera di Ferdinando Folchi, importante artista dell’Ottocento fiorentino che ha lavorato anche nella Collegiata di Sant’Andrea (la filiera di questo autore a Empoli è stata ricostruita da Paolo Pianigiani).