"Non ci sono progetti e non c’è, almeno al momento, l’idea di ristrutturarla e riaprirla". Di conseguenza, la chiesa di..."Non ci sono progetti e non c’è, almeno al momento, l’idea di ristrutturarla e riaprirla". Di conseguenza, la chiesa di San Domenico all’incrocio tra via Cavour, via Matteotti e piazza Andrea Costa, resterà chiusa ancora a lungo.
Non più adibita al culto, anche se ancora consacrata, fino al 2012 ha ospitato lo spazio espositivo gestito dal Comune ’Urban center’. Venne chiusa il 15 giugno di quell’anno, dopo il sisma in Emilia-Romagna. Il terremoto causò infatti danni alla struttura: l’agibilità venne ritenuta compromessa. Ci fu una prima messa in sicurezza che consentì di ospitare un’ultima mostra dell’archivio arcivescovile nel 2015. Poi, nel 2022, ci furono delle interlocuzioni per trasformarla in aula universitaria cob un sopralluogo delle autorità, poi il dialogo non è proseguito.
Come spiega il vicario episcopale per l’Amministrazione dei beni ecclesiastici Don Lorenzo Rossini (foto): "Al momento su San Domenico è tutto fermo per mancanza di fondi e di necessità. Abbiamo altre chiese che dobbiamo aprire con priorità: San Giovanni Battista, San Giovanni Evangelista, Sant’Agata Maggiore e Santa Maria del Suffragio. D’altronde ad oggi il centro ha tante chiese per pochi fedeli". La chiesa fu edificata nel 1269. All’inizio si chiamava Santa Maria in Callopes. Venne ricostruita nel Settecento su disegno di Gianbattista Contini, mentre l’altare nella cappella si deve al ravennate Camillo Morigia.






