Ferrara, 15 luglio 2026 – Non solo Santa Maria in Vado. Il tessuto ferrarese di chiese chiuse e/o in restauro è ancora denso e non privo di interrogativi, soprattutto sulle tempistiche di riapertura. Oltre alla rinascita del Duomo, alla possibilità di accedere nuovamente a San Paolo, un primo (e inatteso) spiraglio di luce è stato dato dalla notizia, già apparsa sul Carlino, dell’inizio dei lavori, per l’importo di quasi 2 milioni, nella chiesa di San Domenico, in piazza Sacrati, che fa parte del Fec, il Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno. Sempre del Fec è San Francesco, in via Savonarola, che riaprirà il 10 agosto. Tuttavia, la questione chiese è un po’ più complicata di così: molti edifici di culto, infatti, sono di pertinenza dell’Arcidiocesi, che dal sisma del 2012 a oggi si è occupata delle sorti di alcune chiese non solo nel centro cittadino, ma anche nelle zone limitrofe.
Gambetti (Rup Diocesi): “Stiamo chiudendo il cantiere”
A parlarcene è Nicola Gambetti, responsabile unico di progetto (rup) per l’Arcidiocesi di Ferrara, che in primis si sofferma su Sant’Antonio Abate, chiesa all’angolo fra via Saraceno e via Cavedone, di prossima apertura a seguito di un lungo cantiere dall’importo di circa 1 milione e mezzo. “Stiamo chiudendo il cantiere. I lavori sono conclusi, ma dobbiamo finalizzare il lato burocratico. Presumo che dopo la pausa estiva si potrà organizzare la riapertura formale. Dopo il terremoto abbiamo registrato e affrontato danni a livello dell’incannucciato di controsoffittatura, dove la capacità resistente era nulla e altri danni erano concentrati nel sottotetto, dove vi sono ampie finestrature. Abbiamo anche dovuto fare interventi di recupero della copertura”. Il punto sui lavori nelle chiese ferraresi
