HomePesaroCronaca"Dentro le tariffe dell’acqua i soldi per rifare le condutture"Michele Felici, storico dirigente tecnico del comune di Urbino: "Come si usano proventi e utili?". Il punto è che ogni anno con i soldi ottenuti dovremmo manutenere la rete sempre più vecchia.Michele Felici, storico dirigente tecnico del comune di Urbino: "Come si usano proventi e utili?". Il punto è che ogni anno con i soldi ottenuti dovremmo manutenere la rete sempre più vecchia.Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Quello che è capitato all’acquedotto di Pesaro è normale, vista l’età dei manufatti. Ciò che non è normale è il mancato rinnovo delle condutture negli scorsi decenni". Michele Felici, ex dirigente dell’ufficio tecnico comunale, interviene con una lettera aperta su un tema già toccato varie volte da lui su queste pagine: la rete idrica.
"Ciò che è capitato è normale perché tutti i manufatti, compresi gli acquedotti, hanno una durata, una vita che può essere allungata con adeguata e attenta manutenzione. L’acquedotto principale di Pesaro ha tubi in cemento-amianto e forse non è arrivato a fine vita, ma necessita di particolare attenzione (con distensori a cannocchiale e/o protezioni) per evitare rotture per frana o per siccità. Le reti idriche hanno grandi perdite ma ciò è inevitabile perché sono state posate tanti anni fa e, senza un minimo di manutenzione, sono giunte quasi a fine vita. Tanti anni fa, partendo dal fatto oggettivo che anche i manufatti del Servizio Idrico Integrato hanno una durata non infinita, si propose che il prezzo della gestione (da determinare con appalto) dovesse comprendere obbligatoriamente i costi per la gestione, la manutenzione ordinaria e quelli per conservare immutato il valore e l’efficienza delle reti e di tutti gli altri beni pubblici strumentali. Cosa significa? Per semplificare, se si assegna un servizio con una struttura che può durare 30 anni, al gestore va riconosciuto un compenso con l’obbligo che egli rinnovi la struttura di un trentesimo ogni anno, affinché venga riconsegnata, dopo 30 anni, nella stessa condizione di partenza. Se un amministratore riscuote proventi e utili da un servizio senza reinvestirli nello stesso servizio, non può lamentarsi se il servizio è un colabrodo perché ha usato diversamente i soldi che gli utenti hanno versato obbligatoriamente per quel servizio e non per altre cose".






