Faranno denuncia. Insieme. Perché «ricevere una minaccia dopo aver espresso, insieme alle colleghe Sambo e Luisetto, una riflessione sul femminicidio di Tania Terrin, è un fatto grave. Ma ancora più grave sarebbe pensare che, di fronte alla violenza, la risposta debba essere il silenzio».

La veronese Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Pd, non arretra. E con lei nemmeno le colleghe del Pd Monica Sambo, veneziana, e Chiara Luisetto, vicentina, bersagli del commento di minaccia “Fatevi una risata vi resta poco da vivere ancora” comparso sotto un post su Facebook firmato da Sambo insieme a Bigon e Luisetto, sul femminicidio di Tania Terrin. Cioè la donna di 39 anni uccisa dal suo compagno - che poi si è tolto la vita - e trovata morta a Camponogara, nel Veneziano, domenica scorsa.

Nel post le tre consigliere dicevano che “Ci troviamo di fronte all’ennesima, straziante sconfitta per l’intera società e le istituzioni”. E ora Bigon, interpellata da L’Arena - e condivisa con le colleghe la decisione di sporgere denuncia per il commento - punta i piedi. Va ricordato che Bigon, dopo tragedie tra cui il femminicidio di Nadia Terrin, era intervenuta con altri politici chiedendo di valutare l’invio di ispettori del ministero della Giustizia, guidato dal trevigiano Carlo Nordio. Con l’obiettivo di verificare eventuali lacune o malfunzionamento della procedura e della risposta istituzionale. Nordio però ha dichiarato che «il caso, nella sua gravità, è oggetto di valutazione, ma nessuna iniziativa è stata intrapresa».