C'è una data segnata in rosso sul calendario del governo. Martedì 25 agosto scade lo sconto carburante, quel taglio di 17 centesimi per ogni litro che l'esecutivo è riuscito faticosamente a mettere in piedi solo sul gasolio. E che ha prodotto un risultato piuttosto limitato. Per chi ha fatto rifornimento di recente, in realtà, è già stato neutralizzato dai continui rincari sulla rete di distribuzione. Secondo gli ultimi dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio della benzina ha raggiunto in media 2,008 euro a litro sulla rete stradale e 2,085 euro su quella autostradale; per il gasolio invece la media è 2,128 euro a litro su rete stradale, che diventano 2,20 euro sulla rete autostradale. Sono livelli che non si vedevano dal 2022, appena dopo l'invasione russa in Ucraina.

Il governo è orientato a non prorogare l'intervento, anche se le riflessioni politiche sono in corso. Per la prossima settimana al momento non è previsto un Consiglio dei ministri, indispensabile per varare nuove misure. Ma la maggioranza è divisa perché i rincari stanno pesando molto nelle tasche degli italiani, tanto più in un periodo di controesodo dalle vacanze. Ancor di più se si aggiunge l'altro fronte che preoccupa molto, alla ripresa dell'attività di governo dopo la pausa estiva: le bollette di gas e luce di settembre.