È scontro aperto sul grano tra Coldiretti Puglia e Francesco Casillo, imprenditore del settore molitorio e tra i principali operatori italiani nell’importazione di cereali. A far esplodere la polemica sono state alcune sue recenti dichiarazioni e, in particolare, l’affermazione secondo cui «la pasta è buona non perché è fatta di grano italiano». Parole che hanno provocato la dura reazione dell'organizzazione agricola, che ora annuncia di essere pronta alla mobilitazione. «Sono un’offesa intollerabile alla dignità e al lavoro dei cerealicoltori pugliesi e italiani», attacca Coldiretti Puglia. L'accusa è quella di contribuire a una politica industriale che, attraverso le importazioni di materia prima dall'estero, finirebbe per deprimere le quotazioni del grano duro nazionale e mettere in difficoltà i produttori. Al centro dello scontro c'è soprattutto il grano canadese. Coldiretti sostiene che i consumatori, quando acquistano pasta italiana, debbano poter conoscere con chiarezza la provenienza della materia prima e chiede che sulle confezioni venga sempre indicata esplicitamente l'origine canadese quando il prodotto arriva dal Canada. L'associazione contesta anche le modalità di produzione utilizzate oltreoceano, puntando il dito contro l'impiego del glifosate nella fase precedente alla raccolta, una pratica non autorizzata nell'Unione europea. Coldiretti solleva inoltre dubbi sui limiti ammessi per i residui della sostanza e richiama il dibattito scientifico sui suoi possibili effetti sulla salute. La battaglia è però anche economica. Secondo Coldiretti, l'arrivo nei porti italiani di grandi quantitativi di grano estero contribuirebbe ad abbassare il valore riconosciuto alla produzione nazionale. L'organizzazione accusa inoltre Casillo di non aver sottoscritto «veri e importanti contratti di filiera» capaci di assicurare prezzi considerati equi agli agricoltori e ricorda la sua esclusione da Filiera Italia. Da qui l'annuncio di nuove iniziative. Coldiretti Puglia assicura che continuerà i presìdi nei porti per chiedere maggiori controlli sulle importazioni e verifiche sull'origine del prodotto, anche attraverso strumenti come risonanza magnetica, analisi genetiche e mappatura isotopica. Ma avverte che la protesta potrebbe spostarsi direttamente davanti agli impianti del gruppo Casillo. «Non ci fermeremo e siamo pronti a mobilitarci anche davanti agli stabilimenti», afferma l'organizzazione, che rivendica un modello fondato sul grano italiano e su accordi pluriennali capaci di garantire maggiore stabilità ai produttori. Per Coldiretti il «saper fare» italiano non può dunque limitarsi alla trasformazione industriale. «Consiste nella capacità di valorizzare un prodotto 100% italiano, sicuro e tracciabile». E la richiesta finale agli operatori della filiera è netta: più trasparenza sull'origine del grano e accordi che garantiscano una remunerazione adeguata agli agricoltori italiani.
Grano, scontro Coldiretti-Casillo: “Pronti a mobilitarci davanti agli stabilimenti”
I cerealicoltori pugliesi contro il grande importatore dopo le parole sulla pasta e l’origine della materia prima. L’associazione denuncia il crollo delle quot…










