“Le parole di Francesco Casillo sono un’offesa intollerabile alla dignità e al lavoro dei cerealicoltori pugliesi e italiani, che come Coldiretti abbiamo il dovere di combattere. Dobbiamo fermare le speculazioni economiche di chi vuole appropriarsi della nostra identità, anche a costo di mettere in pericolo la salute delle persone e di danneggiare gli agricoltori. L’affermazione di Casillo ‘la pasta è buona non perché è fatta di grano italiano’ corrisponde anche al pensiero di quei pastai che si guardano bene dal dichiarare la provenienza del grano, soprattutto canadese, e preferiscono restare nell’ombra per paura di esporsi e metterci la faccia. Casillo dice esattamente ciò che fa comodo a loro per continuare a svalutare il grano italiano. È un discorso interessato, ma che va contro la legittima percezione dei consumatori che quando acquistano pasta italiana si aspettano che sia fatta con semola di grano italiano. Noi e milioni di consumatori la pensiamo diversamente da Casillo che tratta il grano come una materia prima indistinta. Lo ribadiamo: Casillo così, tutelando i propri interessi di industriale della farina, fa oggettivamente il portavoce di tutti quegli industriali che non amano l’Italia e ingannano i cittadini, usando la bandiera tricolore su pasta con grano di provenienza ignota che si nascondono dietro all’ultima trasformazione del codice doganale. E insieme all’inganno c’è l’indegna beffa di vedere le quotazioni del nostro grano crollare a causa di un mare di importazioni di grano duro estero, soprattutto quello canadese seccato col diserbante glifosate, pratica vietata in Europa per la tutela della salute. Ci diranno che è tutto legale, ma il punto non è questo: i limiti sui residui di glifosate sono stati fissati sulla base delle ricerche gentilmente offerte dalla multinazionale produttrice della molecola…e oggi troviamo tracce di glifosate pure nel latte materno! Sui pacchi di pasta va scritto sempre grano canadese se viene dal Canada, solo così i cittadini saranno davvero liberi di scegliere e di difendersi. Vediamo poi quanti la sceglieranno”.