Il grande debutto è arrivato. Ignazio Abate vede il debutto in Serie A con il Toro, il 23 agosto sera al Grande Torino, e per uno scherzo del calendario sarà contro quel Milan che l’ha cresciuto come giocatore. «È stata casa per più di dieci anni – sorride il nuovo allenatore granata - e quando vedo quei colori è come se incontrassi un parente. Sono diventato prima uomo e poi calciatore grazie al Milan: mi ha insegnato ad avere fame e ambizione. Per dimostrare affetto, voglio fare una partita importante per metterli in difficoltà. Poi con ingresso in campo ci sarà solo il Toro e l’ambizione feroce di iniziare bene il campionato». Abate, come si vive l’emozione dell’esordio contro il suo Milan? “Fortunatamente non scendo in campo io (ride, ndr)”. A che punto è la costruzione della sua squadra? «Abbiamo iniziato un percorso nuovo, lavorando su principi nuovi. Ci sono tanti dettagli da migliorare… Serve tempo, ma non cerco alibi: si può vincere in tanti modi. Sono felice di come i ragazzi hanno sposato questa idea e la stanno assimilando: abbiamo fatto una settimana importante, tutti coinvolti con la luce giusta».
Che cosa vi ha lasciato la visita al museo del Toro? «Dopo una visita così le emozioni sono tante: è un nostro dovere conoscere la storia di chi rappresentiamo. Dobbiamo avere ambizione e desiderio di rendere orgogliosi i nostri tifosi, esaltandoli il più possibile». Quali vantaggi e quali svantaggi ci sono nello sfidare subito il Milan che ha cambiato tanto, a partire dall’allenatore? «Non penso a rischi e vantaggi. Sappiamo di affrontare una squadra forte: siamo all’inizio del percorso e diamo valore a cosa stiamo costruendo. Il livello dell’avversario è altissimo, loro hanno meno incognite. Amorim è un allenatore che stimo molto: giovane come me che ha avuto esperienze. Sarà intensa, per noi è privilegio affrontare il Milan. Ci saranno difficoltà, ma voglio vedere l’anima del gruppo e vedere una squadra tremenda come impone la storia di questa società». Come sta la squadra? “Bene. Ora dobbiamo crescere e creare la nostra mentalità. Ho abbondanza più in attacco che a centrocampo. Zapata ha fatto il primo allenamento stamattina, Njie è recuperato”. Zapata può essere convocato? E il Toro può giocare con le due punte? «I moduli li fanno i giocatori: si lavora nell’occupazione dello spazio e nel leggere le partite. C’è opzione delle due punte, poi serve equilibrio. Zapata può anche essere convocato, vediamo come reagisce il ginocchio. I valori di forza sono tornati pre-infortunio: ha fatto preparazione a singhiozzo, nelle ultime due settimane ha avuto ginocchio asciutto e con dati importanti». Fortini è l’ultimo arrivato. Che cosa ne pensa di lui e può giocare? «Domani decido se giocherà titolare o a gara in corso. Sono felice perché è un ragazzo giovane e italiano: ha voluto fortemente venire a Torino e abbiamo bisogno di ragazzi così. Ha qualità: per lui è un anno importante e anche per noi». La difesa sarà senza Comert causa squalifica: chi meglio a sinistra? «Sia Coco che Comuzzo possono giocare a sinistra. E c’è anche Biraghi». Cacciamani come l’ha visto? «Come sempre, non va caricato di responsabilità. Non deve dimostrare niente, deve solo migliorarsi nel quotidiano, lavorando con questa umiltà. Al mercato non ci penso, lui è concentrato e coinvolto al 100% nel Toro». Gioca Mascardi in porta? «Sì, gioca lui».








