Primo giorno di lavoro del Torino, prima conferenza stampa del nuovo allenatore: parla Ignazio Abate, e le sue prime parole non sono affatto banali. “A me non spaventa nulla, voglio una squadra aggressiva e piena di coraggio che sappia guardare negli occhi tutte le rivali, anche quelle più forti”. Per il nuovo tecnico granata si tratta di un ritorno alle origini, visto che diciotto anni fa, stagione 2008/2009, a inizio carriera, indossò la maglia granata.

Il Toro deve essere una squadra riconoscibile

“Vogliamo creare una grande identità, il nostro Toro deve essere riconoscibile – è l’intento del tecnico -. In carriera ho vissuto situazioni difficili che mi hanno insegnato a tirar fuori gli artigli: io non sono venuto al Toro per fare curriculum ma perché sono pronto a giocarmi tanto, mettendoci il cuore e la fame”. Sarà un Toro giovane (fra i volti nuovi da scoprire c’è quello di Cacciamani che venne lanciato lo scorso anno da Abate proprio alla Juve Stabia), una squadra che sarà poi puntellata dai grandi vecchi come capitan Zapata, che ha appena allungato il contratto fino al 2028 spalmandosi lo stipendio, come Vlasic e come il Cholito Simeone. Il modulo? Sarà il 3-4-2-1 anche se Abate preferisce dribblare: “Parlare di numeri è molto riduttivo, conta l’atteggiamento, il coraggio, la voglia di fare”.