«Non sono venuto per fare curriculum, mi gioco tanto e non mi spaventa niente, ho vissuto anche in ambienti difficili e mi sono conquistato sempre tutto: alcune situazioni mi hanno stimolato a tirar fuori gli artigli». Eccolo, Ignazio Abate. Il primo giorno di scuola del Torino si apre con la presentazione del nuovo allenatore nella sala conferenze dello stadio Olimpico Grande Torino. 17 anni dopo Assente il patron Urbano Cairo, è toccato al direttore sportivo Gianluca Petrachi fare gli onori di casa. Il segno dei tempi che cambiano. In questo caso ritornano per l’ex allenatore della Juve Stabia, che riabbraccia il Torino 17 anni dopo l’esperienza da calciatore. «Sono stato fortunato a indossare questa maglia – le parole di Abate –, respiri storia e valori. È un piacere e un onore, Torino è una piazza enorme, avverti il peso della storia. Sento una grande responsabilità che cercherò di rispettare nel quotidiano giorno dopo giorno». Una grande identità Abate ha già cominciato a lavorare al Filadelfia e lo farà fino a domenica, quando aprirà le porte ai tifosi. La sua carriera da allenatore è all’inizio, ma le idee sono chiare. «Voglio un Toro riconoscibile, che abbia una grande identità - le linee guida -, vorrei un calcio propositivo, dove tieni la palla e domini il gioco. Il 3-4-2-1 sarà il modulo di partenza? È riduttivo parlare di numeri, bisogna essere bravi a trovare soluzioni. L’importante è avere una squadra coraggiosa, deve guardare negli occhi l’avversario e non mollare un centimetro. Spero che i tifosi si riconoscano». In attesa delle prime prove sul campo, sono i sentimenti e i buoni propositi ad avere la precedenza. E il Torino ha un grande bisogno di positività. “Al Filadelfia mi sono sentito a casa” “Venticinque giorni fa quando sono arrivato direttamente al Filadelfia un po’ mi sono sentito a casa - ancora l’allenatore -. Stare in mezzo a quei palazzi si respira un'anima popolare. Io vivo di emozioni, empatia, immagino quanto sarebbe bello dare soddisfazioni alla gente. È stato semplicissimo scegliere il Toro, qui c’è una piazza enorme che vive il calcio con passione, si riconosce nei valori storici, lavorerò per regalargli soddisfazioni. Da fuori il Toro è tanta roba, in ogni ambiente ci sono problematiche, noi dobbiamo ricreare energia e il legame forte con la gente. Sono convinto che ci riusciremo. Ai tifosi non dico niente però, non sono un ragazzo che vende slogan, ma sappiano che ai ragazzi farò capire cosa significa indossare la maglia granata». Il capitano resta Duvan Ripartire dalla gente, ma anche dai pilastri granata come Zapata, Simeone e Vlasic. Il doppio binario è chiaro in un momento in cui il mercato è alle prime battute e i rinforzi, a parte Oristanio, non se ne sono ancora visti. «Sarà sempre Duvan il capitano, non stravolgo le gerarchie - dice Abate -, mi aspetto tanto da lui soprattutto come punto di riferimento nello spogliatoio e in campo, ha caratteristiche particolari. Vlasic? L’ho sentito, mi ha caricato, è un altro giocatore importante, dobbiamo essere bravi a trovarlo nelle zone dove può determinare». Attese dal mercato A decidere la forza del Toro sarà però soprattutto il mercato. «Non ci sono obiettivi di classifica, ma bisogna creare le fondamenta di un gruppo dai valori morali, dobbiamo prendere gente che vede il Torino come il Real Madrid, abbiamo bisogno di quello». Ma anche di rinforzi. «Siamo consapevoli che esistono priorità, ma prendere tanto per prendere sarebbe sbagliato. Sappiamo che abbiamo buchi, sono il primo che vuole la squadra pronta all’80 per cento, ma non è possibile, c’è tanto lavoro da fare per individuare profili giusti. Massima fiducia, il direttore allestirà una squadra in base alle nostre idee». A caccia di un portiere e due difensori centrali E quindi parola al direttore sportivo Gianluca Petrachi: «È vero che adesso siamo corti, ci servono un portiere e due difensori centrali - dice l’uomo mercato granata -, stiamo puntando le nostre prime scelte, non saranno arrivi a parametro zero, ma saranno fatti investimenti. Obiettivi della stagione? Dirli adesso è controproducente, ma qua sta avvenendo un grande cambiamento. Mi piacerebbe ricreare un circolo virtuoso, l’ambizione è diventare la mina vagante del campionato, mi piacerebbe si verificasse. Gill? Ci lavoro da un mese e mezzo, poi il presidente del San Lorenzo è cambiato e dopo il Mondiale il suo prezzo è quasi triplicato. La trattativa non è chiusa, ma non voglio illudere nessuno. Ho un portiere di primissimo livello che vuole solo il Toro, ma la società sta facendo resistenza. Lunedì mi auguro di trovare la formula giusta».
Il primo giorno di Abate al Toro: “Voglio una squadra coraggiosa. Decisivo il mercato”
Il ritorno da allenatore 17 anni dopo. Il club a caccia di un portiere e due difensori centrali. Duvan resta capitano







