Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiDal primo settembre, vero Capodanno, corriamo seriamente il rischio di trovarci davanti ad un anno di campagna elettorale e, data la storica propensione degli italiani a seguire il pifferaio di turno, potrebbe vincere semplicemente chi la spara più grossa.
Ecco perché merita il massimo sostegno l’iniziativa “Quanto mi costa?”, promossa da Carlo Cottarelli e rilanciata dalla Fondazione Luigi Einaudi, che punta a chiedere a ciascuna forza politica di indicare con precisione il costo per l’intera legislatura delle singole proposte elettorali e le relative fonti di finanziamento. Il tutto da sottoporre alla bollinatura dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio.
Sorvolando sul fatto che già la Costituzione “più bella del mondo”, impone di indicare i mezzi per far fronte alle nuove spese ed anche il pareggio di bilancio perché di fatto sono obblighi ignorati (ma nessuno se ne cura), la proposta merita il massimo appoggio. La storia recente è caratterizzata da un numero elevatissimo di provvedimenti dei quali si conosce l’annuncio, ma non il costo finale sostenuto dalle casse pubbliche (leggi: future tasse per i contribuenti)






