Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa tenacia è una virtù e lo sa bene Comunione e Liberazione, il gruppo cattolico fondato nel 1954 dal sacerdote lombardo don Luigi Giussani, propugnatore di un impegno più concreto dei giovani in ambito politico-sociale di quanto realizzasse l’Azione Cattolica, da cui proveniva.
Uno degli esempi di questo impegno fu la costituzione, a fianco di Cl, della Compagnia delle Opere, per sostenere imprenditori e manager nello sviluppo di imprese e attività professionali. Il clou, anche mediatico, del movimento è il Meeting che si tiene ogni anno nei padiglioni della fiera di Rimini (è stato inaugurato ieri, fino al 26 agosto) e che ha vissuto stagioni anche complicate: accettato più o meno calorosamente dalla Chiesa ufficiale per un’autonomia che il movimento perseguiva e che provocava a volte tensioni col Vaticano.
Il rapporto con la Chiesa e le riforme del movimento
Papa Francesco, per esempio, non lesinò critiche, riformò il movimento e chiuse di fatto la stagione di Juliàn Carrón, il successore di don Giussani, accusando il movimento di autoreferenzialità e bocciando gli incarichi a vita. «Il riferimento all’eredità che vi ha lasciato don Giussani — disse in un’udienza pubblica il 7 marzo 2015 — non può ridursi a un museo di ricordi, di decisioni prese, di norme di condotta. Fedeltà alla tradizione significa tenere vivo il fuoco e non adorare le ceneri». Parole forti, unite all’insofferenza per il collateralismo con la politica.










