Ci sono voluti 44 anni perché un papa tornasse al Meeting di Rimini. E ad aspettare Leone XIV, il 22 agosto, alla Fiera sono arrivate oltre 60mila persone. Famiglie intere, moltissimi ragazzi e bambini di ogni età, suore di ogni ordine, donne incinte, mamme con neonati in braccio. Alcune li allattano sedute mentre aspettano. Tutto intorno, oltre 3mila volontari, giovanissimi in gran parte, che fanno funzionare ogni ingranaggio della Fiera. Sulle transenne, gli striscioni ripetono: «Benvenuto Papa Leone XIV».
L’ultima volta di un papa qui era stata il 29 agosto 1982, quando Giovanni Paolo II aveva partecipato alla terza edizione del Meeting, attraversato il centro della cittadina romagnola e celebrato la Messa sulla spiaggia, nella zona del porto. È stato il primo pontefice a partecipare di persona alla manifestazione nata dall’esperienza di Comunione e Liberazione. Dopo di lui, né Benedetto XVI né Francesco sono mai arrivati al Meeting, anche se hanno mantenuto i rapporti con la Fraternità in altre occasioni, come il centenario di don Luigi Giussani, fondatore del movimento.
Quarantaquattro anni dopo, Leone XIV ha scelto di esserci e di ripercorrere quasi la stessa geografia di Wojtyla: il Meeting, la città, la Cattedrale e infine il mare. Ma quella che nel 1982 era una manifestazione giovanissima oggi è uno dei principali appuntamenti del cattolicesimo italiano e un crocevia estivo della politica, delle istituzioni e dell’impresa. Se Giovanni Paolo II arrivava qui in un’Europa divisa dalla guerra fredda, Leone XIV è tornato a Rimini in un mondo nuovamente attraversato dalle guerre.










