Uno sciame di droni – decine, forse centinaia – guidati dall’intelligenza artificiale e diretti sugli aeroporti russi. Specialmente quelli di Mosca. È il piano segreto a cui i vertici militari ucraini hanno lavorato negli ultimi mesi per isolare la capitale russa e costringere Vladimir Putin a sedersi al tavolo delle trattative. A rivelarlo è stato il mensile statunitense The Atlantic, che ha affidato la propria ricostruzione a due fonti, rimaste anonime, legate direttamente al piano.
Oltre agli attacchi in corso contro basi militari, raffinerie petrolifere ed altre infrastrutture, Kiev avrebbe puntato sugli scali civili per impedire i voli da e per la capitale. Un salto di qualità “storico” nelle operazioni ucraine, sia per la delicatezza della missione, sia per la legalità, dibattuta in ambito internazionale. A capo del progetto – o, comunque, tra i principali artefici – c’era Mykhailo Fedorov, il popolare ministro della Difesa da gennaio a luglio di quest’anno (e prima ministro per lo Sviluppo digitale). A stoppare il piano, denominato M&M (come le note caramelle colorate), sarebbe stato lo stesso Volodymyr Zelensky, preoccupato del rischio che i droni potessero abbattere gli aerei in fase di decollo e atterraggio o che uccidessero i passeggeri negli scali. Tanto più che l’operazione gli sarebbe stata presentata lo scorso inverno, quando la Casa Bianca aveva imposto i negoziati ai due Paesi.







