Il re di droni. Scherzano gli ucraini su X ricordando quando Trump diceva a Zelensky seduto nello Studio Ovale «non hai carte». Piccoli, compatti, costati poche migliaia di dollari, fabbricati in casa e fatti penetrare in territorio russo a bordo di truck, lanciati verso i bombardieri russi, sono loro i protagonisti dell’operazione ragnatela che ha colpito le basi russe dalla Siberia al confine con i Paesi Nato danneggiando bombardieri per un valore stimato di sette miliardi di dollari.
Operazione segreta di Kiev in Siberia, così l'Ucraina ha sorpreso tutti: i droni «sbucati» dai camion e diciotto mesi di preparazione
L'operazione «tela di ragno» su quattro basi russe: i droni causano 7 miliardi di danni all'aviazione di Mosca. Nemmeno Trump è stato avvertito









