Non è mai tardi per iniziare a prendersi cura del proprio cervello. Anche a tavola: un’alimentazione sana sembra infatti in grado di ridurre le probabilità di sviluppare l’Alzheimer e altre forme di demenza, persino quando il sistema nervoso inizia già a mostrare i primi indicatori di rischio della malattia. A suggerirlo è uno studio guidato dai ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma, e pubblicato di recente sulla rivista Jama Network Open.
Lo studio
Le demenze sono uno dei problemi di salute pubblica in maggiore crescita in questi anni. Non avendo ancora a disposizione terapie realmente efficaci, si lavora molto per identificare i fattori di rischio modificabili su cui è possibile agire per prevenire, o rallentare, l’insorgere dei sintomi. E la dieta è un filone molto promettente: diverse ricerche hanno suggerito la possibilità che alcuni alimenti e stili alimentari possano avere un effetto protettivo per il cervello.
Per approfondire la questione, i ricercatori svedesi hanno analizzato i dati di quasi duemila svedesi over 60 non affetti da demenza all’inizio dello studio, che sono stati monitorati per un lungo periodo (fino a 15 anni), attraverso visite mediche periodiche ed esami approfonditi. Per raccogliere dati accurati sullo stile di vita dei soggetti, gli autori della ricerca hanno utilizzato questionari estremamente dettagliati relativi all’attività fisica giornaliera, alle abitudini alimentari e cognitive, al peso corporeo, al consumo di alcol e all’abitudine al fumo. Parallelamente, sono state registrate le patologie associate come il diabete, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia e le malattie cardiache. Per identificare la presenza di biomarcatori tipici della demenza di Alzheimer, come le alterazioni nel liquido cerebrospinale o parametri di neuroimmagine, l’intero campione è stato sottoposto a esami mirati, analizzando al contempo in modo minuzioso il regime alimentare seguito da ciascun individuo.






