Purtroppo di pillole magiche per la memoria ancora non ce ne sono. Ma è comunque possibile crearsi un “fondo pensione” da spendere nella terza età per contrastare il declino cognitivo. Un ingrediente importante è mantenersi intellettualmente attivi nel corso della vita, soprattutto una volta anziani. Ma sempre più ricerche indicano un altro promettente segreto per promuovere la salute cerebrale: l’alimentazione. Una dieta bilanciata e salutare sembra infatti collegata a un minore rischio di declino cognitivo. E uno studio appena pubblicato su Jama Neurology indica anche la finestra temporale perfetta per iniziare a prendersi più cura di cosa si mangia: tra i 45 e i 54 anni, infatti, le scelte alimentari sembrano influenzare maggiormente il rischio di declino cognitivo nella terza età.
Dimagrire da anziani? L’esercizio migliore è quello ad alta intensità
26 Gennaio 2026
La ricerca
Lo studio, realizzato dai ricercatori della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston, ha coinvolto oltre 160mila adulti, seguiti per un periodo di decenni all’interno di tre grandi studi di coorte americani dedicati a scoprire le connessioni tra abitudini e salute. I ricercatori hanno utilizzato i dati riportati dai partecipanti sulla frequenza di consumo di diversi tipi di alimenti, e li hanno sovrapposti con i parametri ideali di sei diete sane e bilanciate, per le quali esistono sistemi di punteggio standardizzato. In questo modo hanno potuto calcolare quanto ciascuno dei partecipanti aderisse a ognuno dei modelli alimentari. Guardando quindi ai risultati dei test cognitivi eseguiti a partire dai 65-70 anni, hanno calcolato quanto ogni dieta fosse associata a una riduzione o a un aumento del rischio di sviluppare il declino cognitivo durante la terza età.







