Il suo racconto è circostanziato, puntuale e c’è anche un referto di un ospedale. Ma il suo presunto aggressore non subirà mai un processo per accertare una verità giudiziaria perché i fatti sono avvenuti in acque internazionali mentre si trovavano a bordo di una nave da crociera che batte bandiera panamense, quindi i tribunali italiani non sono competenti. Semmai, la donna che ha denunciato – una 21enne di Ascoli Satriano, nel Foggiano – dovrebbe rivolgersi alla giustizia del Paese centroamericano. Così, ora, Sofia – questo il suo nome – ha deciso di denunciare pubblicamente quanto è avvenuto affinché si parli di quella che il suo avvocato, contattato da Ilfattoquotidiano.it, definisce una “zona franca” per reati di questo tipo.

Quello della giovane donna è un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni affinché si occupino di una sorta di buco nero nel quale la sua disavventura sembra essere finita. In una lettera inviata a diversi media, Sofia ricostruisce quanto avvenuto ormai un anno e mezzo fa. All’epoca era fidanzata e conviveva con un uomo di Foggia, una decina di anni più grande di lei, appena ventenne, che già in alcune occasioni era stato “violento verbalmente” e non solo. “Il 22 febbraio 2025 partiamo per una crociera regalata dalla mamma del mio ex fidanzato”, ricostruisce Sofia. Una volta a bordo, però, inizia l’incubo: “Iniziamo a litigare perché secondo lui mi guardavano e io ricambiavo come un ‘poco di buono'”, scrive.