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Da qualche giorno sui quotidiani italiani è ricomparsa una strana parola, dublinanti, nell’ambito di una polemica sull’accoglienza di alcuni migranti fra il governo italiano e diversi paesi europei. Dublinanti è un termine tecnico, sebbene sia utilizzato solo in Italia, ma nasconde una questione perlopiù politica e molto delicata per il governo di Giorgia Meloni.

Il termine dublinanti si riferisce a una categoria molto specifica di persone: cioè ai richiedenti asilo che si trovano in un paese diverso da quello che in teoria dovrebbe esaminare la loro richiesta (e anche ospitarli durante questo procedimento). Prende il nome dalla norma europea che fino a tre mesi fa regolava il sistema di asilo europeo, il cosiddetto Regolamento di Dublino.

Semplificando molto, il regolamento prevedeva che nella maggior parte dei casi il paese competente per esaminare la richiesta d’asilo di una persona fosse il primo in cui quella persona metteva piede entrando nell’Unione Europea. Per moltissimi richiedenti asilo arrivati via mare in Europa, quel paese era l’Italia. Molti di loro poi dopo lo sbarco si spostavano verso altri paesi del Nord Europa, spesso per raggiungere parenti o amici o aspirare a un lavoro pagato meglio che in Italia.