La vicesindaca interviene nella discussione: "Basta schemi e tatticismi"Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl "woke" sarà anche nato dall’altra parte dell’Atlantico, ma ormai è sbarcato pure sull’Adriatico. E nel giorno in cui Giuseppe Conte invita la sinistra a non cercare nel politicamente corretto il nemico da abbattere, il dibattito arriva fino a Palazzo Garampi. A entrarci è la vicesindaca di Rimini, Chiara Bellini, che affida ai social una riflessione destinata soprattutto al campo progressista. Il punto, in fondo, è semplice: smetterla di scegliere tra i diritti di chi chiede riconoscimento e quelli di chi fatica ad arrivare alla fine del mese.
Bellini prende le mosse dal confronto aperto negli Stati Uniti da Alexandria Ocasio-Cortez e rilanciato in Italia dall’intervento del leader del Movimento 5 Stelle. La discussione è quella che da tempo tormenta la sinistra occidentale: troppa attenzione alle identità e troppo poca a salari, lavoro, casa e diseguaglianze? Una domanda alla quale la vicesindaca risponde rivendicando il modello sperimentato dall’amministrazione riminese.
"Dal mio punto di vista di amministratrice in una città come Rimini, questo dualismo non è mai stato ineluttabile". La ricetta, sostiene Bellini, è stata provare a "tenere insieme le due dimensioni": diritti civili e pari opportunità da una parte, welfare, servizi educativi e contrasto alle diseguaglianze dall’altra.










