«Il pericolo è evidente. Le intelligenze artificiali superintelligenti dotate di diritti potrebbero scalzare gli esseri umani dal vertice della gerarchia sociale. Nel migliore dei casi, gli esseri umani diventerebbero animali domestici: dei labrador per le macchine. Nel peggiore, verrebbero privati delle risorse necessarie alla sopravvivenza o costretti a lavorare come animali da allevamento».

Scrive così l’Economist, ma è meglio ripetere e sintetizzare affinché il concetto sia chiaro: nel migliore dei casi, la nuova super intelligenza artificiale ci trasformerà in animali domestici delle macchine, mentre nel peggiore dei casi ci ridurrà alla schiavitù.

L’agghiacciante previsione è contenuta nell’editoriale principale di questa settimana dell’Economist, che non è esattamente un giornale luddista o ostile agli investimenti miliardari sull’innovazione tecnologia. Eppure, la storia di copertina di questa settimana è intitolata «Le IA potrebbero diventare coscienti? La domanda sconvolgente che l’umanità dovrà affrontare».

Linkiesta non può parlare per il resto dell’umanità, ma nel suo piccolo affronta esattamente questo tema da alcuni mesi, dedicandogli ossessivamente diversi articoli ogni giorno e buona parte dello spazio sui magazine cartacei.