Da indiscusso attore protagonista del risparmio gestito il gestore attivo è ormai sempre più un personaggio secondario, soppiantato nel suo vecchio ruolo da mercati (soprattutto azionari) efficienti e dall'avanzata esponenziale degli Etf passivi a basso costo.

D'altro canto, le sempre più frequenti quotazioni di Etf attivi mandano un messaggio importante agli investitori: per gli stock picker di professione gli spazi ci sono ancora, ma viste le commissioni più alte è opportuno individuare nicchie in cui la selezione attiva possa ancora fare davvero la differenza.

Per Andy Sowerby, head of international client group di Allspring, ora il gestore attivo deve ripensarsi e andare a cercare proprio questi spazi.

Il money manager ne individua in particolare due: il reddito fisso e le strategie di portafoglio da rendita passiva, basate sulla distribuzione costante di cedole e dividendi. «Nel reddito fisso, l'evidenza empirica mostra che la gestione attiva sovraperforma i benchmark su qualsiasi orizzonte temporale significativo», sottolinea Sowerby. «Non è una sorpresa: negli indici obbligazionari i pesi maggiori sono determinati dai Paesi o dalle aziende più indebitate, che hanno maggiore necessità di accedere al finanziamento esterno.