L"industria europea dell"asset management sta attraversando un silenzioso punto di svolta.

Sotto l"effetto della crescita della gestione passiva soprattutto degli Etf, e della sempre più sfumata distinzione tra quest"ultima e la gestione attiva, l"allocazione del capitale si è trasformata in un meccanismo guidato dai flussi, scollegato dall"analisi economica, dal finanziamento dell"economia reale e dalle questioni legate alla sovranità finanziaria.

Il dibattito è reso ancora più delicato dal fatto che si basa su una persistente confusione nella classificazione degli stili di gestione.

Carmignac porta il suo punto di vista perché ha contribuito (insieme a Bdl Capital Management, Ciam, Comgest, Edmond de Rothschild Am, Ivo Capital e Moneta) a un studio sul tema che MF Milano Finanza ha visionato in anteprima.«La differenza tra la strategia attiva, semi-passiva e passiva può essere misurata attraverso l"active share, cioè la percentuale del portafoglio che differisce dal benchmark.

Si tratta di un criterio oggettivo», spiega Maxime Carmignac, figlia di Edouard, il fondatore di Carmignac, e ceo della controllata del Regno Unito della casa di asset management francese che da sempre è impegnata nella difesa della gestione attiva.