Milano, 22 agosto 2026 – Per la prima volta, nell’urbanistica milanese, spunta l’ipotesi della nomina di un “commissario ad acta” che prenda in mano una pratica e dia una risposta al costruttore, positiva o negativa, al posto del Comune.

Il caso al centro di una sentenza del Tar, che ha accolto il ricorso dell’impresa in un’odissea simile a quella di altre 150 operazioni bloccate in attesa del titolo edilizio per ritardi e “inerzia” dell’amministrazione, riguarda un progetto promosso dalla società Lambretto Immobiliare in via Cletto Arrighi 16, zona Lambrate: la demolizione di un’ex area industriale dismessa e la costruzione di residenze.

La sentenza del Tar

“In presenza di una domanda di permesso di costruire convenzionato – si legge nella sentenza del Tar della Lombardia – l’amministrazione è tenuta non già necessariamente ad accogliere l’istanza ma certamente a definirla con una determinazione espressa, positiva o negativa, sorretta da adeguata istruttoria o motivazione”.

Risposta che dovrà arrivare all’impresa entro i prossimi 60 giorni, completando l’attività istruttoria: altrimenti “in caso di inottemperanza” il Tribunale amministrativo “provvederà, su istanza di parte, alla nomina di un commissario ad acta che provveda in luogo e vece dell’amministrazione inadempiente”.