Ancora un round a favore dei costruttori, nella maxi-inchiesta che ha messo sotto accusa l’urbanistica milanese, perché il Tar respinge la richiesta da parte del Comune di Milano a Bluestone del conguaglio degli oneri di urbanizzazione riformulati in 1,3 milioni, dopo l’inchiesta. La sentenza rileva come le pratiche siano state consegnate in ritardo, e questo è un vizio di procedura, ma riconosce, nel merito, pure la possibilità di applicare gli sconti per gli interventi di demolizione che introducano una ricostruzione legati alla dimostrata rigenerazione urbana. Per il tribunale amministrativo la società immobiliare Bluestone, guidata da Andrea Bezziccheri, non dovrà, quindi, versare al Comune gli oneri aggiuntivi per le Park Towers di via Crescenzago, uno dei complessi finiti sotto inchiesta. Il Tar Lombardia ha accolto, in toto, il ricorso presentato dall’avvocato Fabio Todarello contro la richiesta di conguaglio avanzata da Palazzo Marino nell’ottobre 2025. Lo scorso luglio la Corte dei conti aveva anche assolto tre funzionari comunali.
Secondo i giudici amministrativi, la richiesta del Comune è arrivata fuori tempo massimo e spiega che l’amministrazione avrebbe potuto intervenire entro i termini previsti dalla legge, mentre il conguaglio è stato chiesto quando erano ormai scaduti sia il termine per esercitare il potere inibitorio sulla Scia sia quello per l’autotutela sul titolo edilizio. Nel provvedimento viene dichiarato fondato anche l’ottavo motivo di ricorso dell’avvocato Fabio Todarello con cui la società sosteneva di avere diritto allo sconto del 60% sugli oneri di urbanizzazione e del 50% sul contributo di costruzione anche in relazione ai volumi dei due grattacieli autorizzati con il bonus efficientamento energetico degli edifici che dà diritto a una premialità del 5%. Anche quella superficie avrebbe dovrebbe beneficiare dei regimi di favore, stando alle relazione con cui i legali hanno presentato ricorso. "Superfici che hanno la stessa natura - ha scritto il Tar", che per questo motivo ha riconosciuto l’esistenza di “benefici” (sconti a oggi non concessi) che il Comune di Milano dovrà quindi rivalutare. Secondo i calcoli dell’impresa al centro da anni delle inchieste sull’urbanistica si tratterebbe di un risarcimento-rimborso da circa 66mila euro.






