Prima le interpretazioni urbanistiche troppo larghe, poi il tentativo ormai in ritardo di rimediare. Il Comune di Milano riesce a perdere davanti ai giudici anche quando prova a correggere gli errori dell’urbanistica degli anni precedenti.
E si tratta di valutazioni sbagliate che peseranno sulle casse comunali e quindi sulle tasche dei milanesi che, «grazie» alla gestione urbanistica delle giunte Sala, rischiano di aver perso centinaia di milioni di euro.
L’ultima conferma arriva dalle Park Towers di via Crescenzago. Il Tar della Lombardia ha accolto il ricorso dei costruttori Bluestone Crescenzago e bocciato buona parte del conto presentato da Palazzo Marino, che nell’ottobre 2025 aveva chiesto alla società un conguaglio di 1.204.583,56 euro. La sentenza è interessante non soltanto per la cifra. Racconta, infatti, la seconda fase della crisi dell’urbanistica milanese.
Nella prima, Tar e Consiglio di Stato hanno messo in discussione quella stagione dove demolizioni e ricostruzioni anche molto diverse dagli edifici precedenti venivano fatte passare attraverso Scia e qualificate come ristrutturazioni. Nella seconda, Palazzo Marino ha cercato di cambiare linea e recuperare oneri e monetizzazioni ritenuti insufficienti. Ma anche qui sono arrivati gli errori.






