Giustizia

Adriana Pepe

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Dopo le clamorose inchieste che nel 2025 hanno colpito la gestione dell’urbanistica milanese, gli ultimi mesi hanno registrato fatti che smontano completamente i teoremi della Procura. Prima il gip che non riconosce l’induzione indebita nel filone Pirellino per Beppe Sala e Stefano Boeri. Poi la Cassazione che respinge le misure cautelari per Catella, Scandurra e Bezziccheri. Poi l’assoluzione di Bezziccheri e di altri per abuso edilizio e lottizzazione abusiva nel processo su Torre Milano, e infine la Corte dei conti che smentisce il danno erariale e assolve i tre funzionari dell’Urbanistica comunale.

Vedremo gli esiti degli altri processi in corso, nel frattempo l’incertezza normativa ha fermato 300 cantieri, bloccato 12 miliardi di investimenti, tagliato gli introiti del Comune di quegli oneri di urbanizzazione che non arriveranno e, soprattutto, sequestrato la vita di quei cittadini che si sono trovati le case sospese. La confusione di norme statali, regionali e comunali vetuste e contraddittorie, come i conflitti di competenza fra Corte dei conti, TAR e Procure devono essere superati con un intervento straordinario. Abbiamo visto, infatti, che le soluzioni ordinarie come quella tentata negli ultimi mesi dal Comune non funzionano: in questo quadro confuso i funzionari hanno il terrore di assumersi responsabilità con le pratiche autorizzative.