di
Monica Guerzoni
Il Meeting si propone di contribuire a costruire la storia, annodando, in coerenza, i fili della propria
Lo scorso anno aveva auspicato l’arrivo, nella società e nella politica, di «costruttori di pace», di convivenza e di solidarietà. E quest’anno, per l’edizione numero 47 del Meeting di Rimini, Sergio Mattarella costruisce il suo messaggio a partire dal verso di Dante scelto come slogan dell’evento di Comunione e Liberazione: «L’amor che move il sole e l’altre stelle». Per il presidente della Repubblica l’amore è l’antidoto all’odio in cui siamo immersi, è «il contrario del falso realismo che conduce all’inerzia, alla sfiducia, alla rassegnazione». Ancora una volta il capo dello Stato cita l’enciclica Magnifica humanitas di Papa Leone XIV e invoca una umanità «non chiusa dentro illusori muri e condannata all’egoismo, bensì aperta e sensibile alle ingiustizie e ai drammi di chi soffre, pronta a costruire ponti nuovi». Parole che potrebbero fare da didascalie alle immagini di morte e dolore che arrivano dal Medio Oriente o dall’Ucraina, come al drammatico film delle migliaia di migranti che cercano un approdo in Europa.
Per Mattarella «l’amore che apre agli altri, oltre noi stessi e il nostro presente», è una forza interiore che ha dentro solidarietà e amicizia sociale e che può «aprire orizzonti inediti alla politica, all’economia, alla vita civile». Vale per lo scenario italiano, dilaniato dall’imminente campagna elettorale e vale sul piano internazionale, dove la volontà di potenza e dominio di pochi mette a rischio le vite di molti: «Viviamo un tempo in cui si combattono guerre scellerate, crescono disuguaglianze, mentre ristrettissime oligarchie accumulano poteri superiori a quelli di molti Stati sovrani». E qui il presidente rilancia il suo appello a restare umani, perché solo dall’umanità «si possono trarre le energie per rifiutare l’omologazione, la passività, l’odio, l’avversione al diverso, allo straniero, per educare alla pace». Sergio Mattarella ha partecipato all’evento di Rimini nel 2016, nel 2021 e nel 2023. Quest’anno ha scelto di inviare un messaggio al presidente della Fondazione meeting per l’amicizia fra i popoli, Bernhard Scholz. «Il Meeting di Rimini è un appuntamento significativo — si legge nelle prime righe della lettera inviata dal Quirinale — Rappresenta una storia e, in tempi di trasformazioni straordinarie, si propone di continuare a contribuire a costruire la storia, annodando, in coerenza, i fili della propria».











