Certo, qualcosa non va in questa strana estate in cui moltissimi italiani sono stati sigillati in casa per non morire sotto un sole feroce, mentre in televisione si chiacchierava di Lavitola, della foto più bella dell’eclissi, della fila per un bombolone in Val di Fassa e soprattutto del pericolo dei migranti di Ceuta. Il problema è che le risposte all’infelicità collettiva non ci sono o, se arrivano, sono come quelle rifilate al protagonista di quell’indimenticabile romanzo che è “Il male oscuro” di Giuseppe Berto: fatti forza e guarisci da solo, e le cose ingiuste che ti circondano riguardano solo te. E non è vero. Come non è vero che il male oscuro del tempo sia l’invasione maomettana, come la definisce quello strano signore vestito da antico romano che parla di patriarcato mediterraneo: e ci si chiede come sia possibile che le persone ci credano davvero, e pensino che, sì, la colpa di quanto non va è dei maomettani e non della dissennatezza politica di chi ha pensato solo ai programmi elettorali del momento, a sinistra come a destra, e non ha visto più in là.E dal momento che gli scrittori, invece, vedono spesso più in là, bisogna andare a rileggere un lungo post che la scrittrice Deborah Gambetta, già candidata allo Strega, ha affidato a Facebook all’inizio di questo mese: racconta della madre, 88 anni, colpita da demenza senile, che lei corre ad assistere da Torino a Bologna. Non può essere ricoverata («non dipende da noi»), non può entrare in una Rsa (le Rsa pubbliche sono il 13% dell’offerta nazionale), e non c’è posto neanche in una struttura convenzionata (coprono appena il 7,6% del bisogno dei 4 milioni di anziani non autosufficienti), le strutture private, pienissime anch’esse, chiedono 3500 euro al mese, l’Assistenza domiciliare pubblica offre una media di 15 ore l’anno a paziente. E le badanti, giustamente, vanno in ferie ad agosto. Quel post disperato di una figlia che non dorme più perché neanche la madre dorme è stato commentato e condiviso da migliaia di familiari nella stessa condizione. Perché, come ricorda la stessa Gambetta, le persone non autosufficienti sono il 28% degli over 65 che a loro volta sono il 25% della popolazione italiana e saranno il 34% entro il 2050. E i migranti, o i maomettani, o gli invasori alieni, non ne hanno colpa alcuna. Semmai, come ricorda Gambetta, la hanno i governi che in 40 anni hanno ridotto i fondi al servizio sanitario, specie nel decennio 2010-2019, “durante il quale sono stati sottratti alla sanità circa 37 miliardi di euro”. Davanti a questo, di cui si parla pochissimo, ci si chiede per quanto tempo riusciremo a vivere in questo lungo autoinganno che dura almeno dagli anni Ottanta, da quando ci è stato raccontato che eravamo liberi dai pensieri e dalle lotte, e che solo compito nostro era divertirci, e ogni cosa veniva modellata per renderci piacevole quel compito, e vestiti e locali e cibi e aquafan e karaoke estivi. E intanto quel che si era immaginato prima scivolava verso la sua distruzione, e adesso è come se la solita ombra saputella, ma implacabile, sussurrasse «e cada la tua spada senza filo», con quel che segue.Per questo, la cosa preziosa di oggi è “La stanza bianca” di Lucio Besana, che esce per Zona42, e racconta di un paese della bassa padana dove segreti e misfatti vengono infine tragicamente a galla. È un horror, che è esattamente quel che serve oggi per raccontare un Paese che parla delle file per i bomboloni mentre nelle case si muore di stanchezza, di fatica, di disperazione.