Il terremoto del Friuli al Film Festival della Lessinia: sabato 22 agosto il giornalista Walter Tomada ricostruisce quell’immane tragedia.

Cinquantanove interminabili secondi. Poi la distruzione: 990 morti, oltre 100mila senzatetto e sfollati, 18mila case distrutte e 75mila lesionate. 6 maggio 1976, ore 21: l’Orcolat si risveglia nelle terre friulane sotto Gemona e spalanca le sue fauci, dando luogo a uno dei peggiori terremoti del Novecento italiano. Allo stesso tempo, però, questa immane tragedia dà una spinta propulsiva per una ripartenza stupefacente, creando quel “modello Friuli” di cui giustamente i locali vanno orgogliosi.

A cinquant’anni di distanza, sabato 22 agosto alle 16 il Film Festival della Lessinia (FFDL) ricorda nella Piazza del Festival cosa provocò quella scossa tra gli appuntamenti di Parole Alte. Ospite è Walter Tomada, che ha vissuto da bambino quegli eventi, con il libro La faglia dentro. Cosa resta del 6 maggio 1976 (Edizioni Biblioteca dell’Immagine, 2026) racconta da giornalista gli anni faticosi del trauma e della ripartenza, dando voce a quella voglia della gente comune di costruire un Friuli nuovo ma, come si diceva in quei giorni nelle tendopoli, “com’era e dov’era”.