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Nella città di Karur, nel sud dell’India, la 21enne laureata in ingegneria Rani N. passa le giornate a filmarsi con una telecamera montata sulla testa mentre piega asciugamani o svolge altre faccende domestiche per insegnare all’intelligenza artificiale come svolgere compiti umani. Parlando con AFP ha detto che filma circa 90 video al giorno, in una stanza arredata per sembrare quella di un appartamento, ma che in realtà è uno studio di Objectways, un’importante azienda nel settore della generazione e della “annotazione” dei dati per l’intelligenza artificiale.
Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale ha fatto enormi progressi nell’ambito dei modelli di linguaggio e dell’analisi dei dati, mentre sta avendo più difficoltà nella creazione di sistemi in grado di orientarsi nella vita reale, che sono necessari per esempio per far funzionare le auto a guida autonoma o i robot umanoidi. Se da una parte questi robot sono sempre più in grado di svolgere mansioni in autonomia, dall’altra faticano ancora a svolgere compiti molto facili per gli esseri umani, come piegare i vestiti o svuotare la lavastoviglie.
Secondo gli sviluppatori il modo migliore per insegnarglielo è fornire ai modelli di intelligenza artificiale decine di migliaia di ore di filmati in prima persona, definiti «dati egocentrici», come quelli girati da Rani N. e dai suoi colleghi. Questi dati, una volta generati, vengono poi “annotati”: significa che viene applicata al video una descrizione per spiegare all’AI di che tipo di gesto si tratta, in modo da poterlo rendere comprensibile e ripetibile.








