Al Venezia, con la maglia del Lecce, Massimo Coda ha segnato tre gol nell’annata 2020/2021, nel torneo cadetto, nel corso della regular season. Uno all’andata, al «Via del Mare», in una gara terminata in parità, per 2-2, due nel ritorno, al «Penzo», in un match vinto per 3-2 dai salentini all’epoca allenati da Eugenio Corini. Nel 2025/2026 ha avuto modo di seguire da vicino i lagunari, in quanto ha disputato il torneo cadetto con la casacca della Sampdoria.

«Nel 2020/2021, le sfide con gli arancioneroverdi mi hanno portato bene, ma solo nella stagione regolare - racconta Coda, che attualmente è in attesa di sistemazione, da svincolato - nei playoff, invece, le cose sono andate male, anche in circostanze rocambolesche, ed è stato un vero peccato, in quanto quello era un Lecce davvero molto forte. Forse superiore al team che, nel campionato seguente, ha centrato la promozione alla grande».

Domenica, alle 18,30, il Venezia riceverà la visita del Lecce al «Penzo», per la partita valida per il primo turno della massima serie: «Sarà un confronto assai complicato. Stroppa può contare sullo zoccolo duro della formazione che ha centrato il salto di categoria, esprimendo un buon calcio. L’ex calciatore del Milan è un trainer che ama fare giocare bene i propri team, con una manovra che parte sempre dal basso. Inoltre, la società lagunare è tra quelle che hanno investito di più sul mercato, dopo le big conclamate, tesserando alcuni profili molto interessanti. Il Venezia sarà un osso duro». Il Lecce è reduce dalla sconfitta rimediata a Palermo, in Coppa Italia, al termine di una prova con più ombre che luci: «I rosanero hanno sfruttato in avvio una grave disattenzione commessa dai salentini su una rimessa laterale. L’inizio in salita è pesato parecchio sulla prova della compagine diretta da Di Francesco, nel primo tempo, chiuso sotto per 2-0 a causa di un altro errore sugli sviluppi di un fallo laterale. Nella ripresa, i giallorossi hanno fatto senz’altro meglio, creando diverse situazioni per fare gol. Meglio che sia accaduto in coppa che in campionato, quando serviranno maggiore attenzione e più cinismo».