Il punto fermo del Lecce è la proprietà con la sua politica, che sin qui si è rivelata lungimirante. Al di là di quelli che sono i protagonisti in campo, in panchina o dietro ad una scrivania. Pertanto, il percorso del club giallorosso continua. C’è da sperare che le scelte operate dalla società paghino ancora, com’è accaduto sino ad oggi. È così che l’ex Gigi Garzya valuta il presente e il futuro del sodalizio presieduto da Saverio Sticchi Damiani, che sta costruendo l’annata 2026/2027, la prima senza Pantaleo Corvino.
«Anche per una questione anagrafica, si sapeva che, prima o poi, il dirigente di Vernole si sarebbe fatto da parte - afferma l’ex difensore - Del resto, il suo modo di lavorare a trecentosessanta gradi, comporta un indubbio dispendio di energie. Ci sta quindi che abbia voluto concedersi un periodo nel quale staccare la spina dal mondo del calcio. Ma si deve andare avanti, voltando pagina, cercando nuove strade, in quanto ciò che resta è il Lecce, il cui bene è al di sopra di tutto».
Su Stefano Trinchera responsabile dell’area tecnica aggiunge: «Ha lavorato gomito a gomito con Corvino, del quale è stato il pupillo. Tutti si augurano che abbia fatto tesoro di questa collaborazione e che sia all’altezza del compito che gli è stato affidato. Del resto, se Sticchi Damiani e gli altri soci gli hanno dato fiducia significa che hanno toccato con mano la sua preparazione. Il Lecce avrebbe voluto portare nel Salento Sean Sogliano, per affiancarlo a Trinchera, in quanto il dirigente di Alessandria ha un modo di lavorare simile a quello del professionista di Vernole».









