Il Trasimeno è sceso a 191 centimetri sotto lo zero idrometrico e rischia di raggiungere quota -200 entro la fine di agosto. Prima di liquidare come una “follia” l’ipotesi di installare impianti fotovoltaici galleggianti, occorre dunque capire se e in quale misura questa tecnologia possa contribuire a ridurre l’evaporazione, senza danneggiare un ecosistema particolarmente delicato.

A proporre di valutare l’idea è stato Fabio Roggiolani di Ecofuturo, attirando l’attacco del consigliere regionale Nilo Arcudi (Tp-Uc): «Siamo alla follia», ha dichiarato nei giorni scorsi. Legambiente Umbria invita invece a sottrarre il confronto alla contrapposizione ideologica, precisando che il fotovoltaico flottante non rappresenterebbe la soluzione della crisi del lago, ma uno degli interventi da approfondire insieme alle misure strutturali necessarie per il bacino.

«Va detto con chiarezza che questa proposta non nasce come soluzione definitiva della crisi del Trasimeno, e sarebbe scorretto raccontarla così – afferma il presidente regionale dell’associazione, Maurizio Zara –. Ha però il merito di aver scosso il torpore di una politica regionale e nazionale troppo spesso distratta dalla realtà incombente del cambiamento climatico. Bollarla come “follia” significa chiudere per pregiudizio una riflessione che meriterebbe di essere approfondita».