Immagine di repertorio.
“Abbiamo fatto il siero antidifterico, usato i farmaci, dato tutto il supporto, ma non c’è stato nulla da fare”. Lo ha detto a Fanpage.it il direttore sanitario dell’ARNAS Civico di Palermo, il dottor Domenico Cipolla, sulla bimba morta per sospetta difterite. “La malattia in questa forma grave non si vedeva da 30 anni”, aggiunge.
"La bambina è arrivata da noi in rianimazione pediatrica già intubata e in condizioni molto gravi. Poi ha avuto un progressivo peggioramento ed è entrata in una fase di scompenso multi-organo".
A ripercorrere le ultime ore della bimba morta all'ospedale Di Cristina a Palermo per sospetta difterite, non vaccinata dai genitori, è il direttore sanitario Domenico Cipolla, contattato telefonicamente da Fanpage.it. A consigliare ai genitori di recarsi in ospedale era stata la pediatra della bimba, insospettita dai sintomi che manifestava la piccola, dopo averla visitata, a indirizzare la famiglia all’ospedale. La piccola non era mai stata visitata in precedenza e la dottoressa non poteva conoscere il suo bilancio vaccinale.
Martedì pomeriggio, una volta che è arrivata la diagnosi di sospetta difterite, la pediatra ha scritto a tutti i genitori dei suoi piccoli pazienti, sollecitando a "mantenere aggiornato il calendario vaccinale". "Questa malattia si caratterizza per una tossina letale che ha portato appunto allo scompenso. – aggiunge Cipolla – Le tossine che produce questo batterio colpiscono cervello, cuore, reni, fegato, causano un danno multi-sistemico che è difficile da bloccare". La bambina era stata portata dai genitori nella serata di giovedì 13 agosto al pronto soccorso dell’ospedale Cervello, con febbre, ipoalimentazione e vomito. Verso mezzanotte era stata dimessa con la diagnosi di tonsillite essudativa febbrile e con il consiglio di tornare in pronto soccorso qualora ci fosse stato un peggioramento.










