Il caldo estremo mette sotto pressione il sistema elettrico italiano, facendo correre consumi e prezzi. Ma proprio nelle ore più critiche il fotovoltaico sta diventando una delle principali linee di difesa della rete. È quanto emerge dalla nuova analisi di Ember, “Solar helps Europe’s grid withstand extreme heat”, dedicata agli effetti delle ondate di calore di giugno e luglio 2026 sui sistemi elettrici di Italia, Francia, Spagna e Ungheria.
Il caso italiano è tra i più significativi. Durante l’ondata di calore di fine giugno, la domanda giornaliera di elettricità è aumentata del 22% rispetto alla settimana precedente, mentre il picco di domanda è salito del 13%. Un’impennata legata soprattutto al maggiore utilizzo dei sistemi di raffrescamento. Il problema è che le temperature elevate aumentano la richiesta di elettricità proprio mentre mettono in difficoltà alcune fonti tradizionali e le stesse infrastrutture di rete. Il caldo e la siccità hanno ridotto la disponibilità di generazione nucleare, termoelettrica e idroelettrica in diverse parti d’Europa. In Italia, i bassi livelli del Po hanno rappresentato un rischio anche per le centrali a gas che utilizzano l’acqua per il raffreddamento.








