Insistere con la generazione di energia da fotovoltaico, ma parallelamente i governi europei devono potenziare la flessibilità della rete per affrontare le future estati caratterizzate da caldo estremo. Come? Attraverso l’espansione dei sistemi di accumulo a batteria, lavorando sulla gestione della domanda e investendo maggiormente sulle interconnessioni: detta in sintesi, le batterie consentirebbero di stoccare l’energia solare diurna per distribuirla di sera, riducendo sia la dipendenza dai fossili sia le impennate dei prezzi.
Alla questione il think tank britannico Ember ha dedicato un’approfondita analisi dal titolo “Solar helps Europe’s grid withstand extreme heat” (“L’energia solare aiuta la rete elettrica europea a resistere al caldo estremo”). Il documento, ricco di dati, grafici e tabelle, analizza l’impatto delle prolungate ondate di calore e della siccità che hanno colpito l’Europa nei mesi di giugno e luglio scorsi. Concentrandosi su quattro Paesi particolarmente interessati — Italia, Francia, Spagna e Ungheria — lo studio esamina le gravi sollecitazioni subite dal sistema elettrico continentale a causa di temperature che hanno ampiamente superato i 40 °C. In questo contesto critico, l’analisi evidenzia come la produzione di energia solare sia stata fondamentale per preservare la stabilità complessiva della rete e quale sia la strada su cui proseguire per garantire ulteriormente una transizione rispetto all’utilizzo di combustibili fossili.







