Non c'è niente da fare: la sinistra si conferma quella del "giorno dopo"di Corrado Oconevenerdì 21 agosto 20263' di letturaLa sinistra si conferma quella del giorno dopo. Ed è paradossale che una parte politica che ha sempre creduto di avere la storia dalla sua parte, di procedere col vento in poppa verso il futuro, debba, con notevole ritardo, fare mea culpa e annunciare il “contrordine compagni”.Come al solito, è Repubblica a dettare la linea: dopo anni ed anni di accuse alla destra e a chiunque opponeva il buon senso alle esagerazioni illiberali della cultura woke, questa estate il quotidiano ha deciso di impegnare le sue penne più prestigiose in quello che si presenta come un vero e proprio harakiri. Soprassedendo sul fatto che le critiche al woke sono le stesse che solo fino a qualche mese costavano alla destra le definizioni di retrograda, passatista, reazionaria, fascista. Pur di rimuovere questa circostanza si mette in campo ogni tipo di artificio retorico. Giancarlo Bosetti, già vicedirettore de l’Unità ai tempi di Veltroni e fondatore della storica rivista Reset, scriveva ieri, ad esempio, di un woke 2.0 che dovrebbe farsi più accorto di quello 1.0, salvo poi ammettere che i suoi «piani non sono ben chiari, anche perché non è un partito con una leadership e una segreteria, cui si possa telefonare». Il che, in verità, dovrebbe solo aiutare chi lo rappresenta a definire con chiarezza e distinzione le proprie idee, al di là dei compromessi della politica politicante. «Sembra comunque l’inizio di un riflusso della marea», i cui argini per Bosetti, da sempre attento traghettatore delle istanze dei dem americani in Italia, sarebbero stati rotti dalle parole pronunciate in tv da Alexandria Ocasio-Cortez sulla fine della stagione del woke che «era una follia».La distinzione fra le due stagioni wokiste serve a Bosetti per giustificare le “buone intenzioni” dei rappresentanti del primo woke nel loro impegno contro il razzismo, la libertà sessuale, l’emancipazione delle donne. «Alzi la mano - si chiede - chi vuole cancellare» tutto questo. Una retorica che si potrebbe facilmente ribaltare, chiedendo di alzare la mano a chiunque possa portare un esempio di chi a destra ha combattuto il woke in modo così rozzo.