Le autorità parlano di numeri “inaccettabili” e tempi lunghissimi per smaltire le richieste. Resta alta la pressione sull’exclave spagnola
La drammatica e caotica gestione della crisi migratoria nell’exclave spagnola di Ceuta sta dimostrando la lungimiranza dell’azione italiana di inizio agosto, quando il governo ha deciso di sospendere momentaneamente la libera circolazione con la Spagna, introducendo i controlli alle frontiere marittime e aeree. Una necessità figlia del rischio che le decine di migliaia di migranti che si sono riversati nella piccola exclave spagnola in Marocco potessero arrivare nella penisola e, da lì, disperdersi nel resto d’Europa. E i fatti stanno dando ragione all’Italia sul medio periodo, nonostante le polemiche della sinistra italiana, schierata al fianco di Sanchez come non ha fatto nemmeno la sinistra spagnola.
Il quadro che si sta delineando a Ceuta, infatti, lascia intravedere un iter lunghissimo che difficilmente si esaurirà nella Città autonoma, visti i numeri. Come ha rivelato El Mundo, gli uffici statali per la gestione delle domande di migrazione sono saturi tra la sanatoria di primavera e tutte le altre domande pervenute, comprese quelle della crisi migratoria del 2021 che ancora devono essere in parte smaltite. La Sezione Contenzioso Amministrativo dell’Audiencia Nacional sta infatti ancora risolvendo i ricorsi legati ai casi dell’ondata migratoria di oltre cinque anni fa, presentati contro i dinieghi del Ministero dell’Interno.







