di
Stefania Longhin
Al termine dell'incontro la stretta di mano tra il giornalista e il medico finito al centro di una puntata di Report per i tamponi Covid e poi prosciolto. Al teatro 340 persone, il doppio quelle rimaste fuori dopo aver atteso in lunghe file
Si è chiuso con un inaspettato fuori programma l’incontro al parco Millepini di Asiago con Sigfrido Ranucci, organizzato nell’ambito della manifestazione «Aperitivo con l’autore» per la presentazione dell’ultimo libro del conduttore di Report «Il ritorno della Casta». Dopo un’intervista sui temi contenuti nel volume, il vero brivido della serata arriva grazie a Roberto Rigoli. Il primario della Microbiologia di Treviso indagato e poi prosciolto nell’ambito del processo sui tamponi rapidi e al centro di una puntata della trasmissione di Rai 3, è in attesa del processo a Ranucci dopo averlo denunciato per diffamazione aggravata.
Le parole di RigoliSeduto in terza fila per tutto l’incontro, a pochi minuti dalla conclusione, mentre Ranucci raccontava come Report si premuri sempre di aggiornare le vicende giudiziarie di cui tratta, Rigoli si è alzato in piedi e ha interrotto il giornalista dicendo: «Non è vero, nel mio caso non è vero. Se lei ammette davanti a tutti l’errore, almeno di quella trasmissione lì, io sono felice». Pronta la replica del volto di Report: «Io posso ammettere gli errori che vogliamo, ma se lei dice che in quella trasmissione abbiamo detto il falso, lei non dice il vero». «È bene dire che è stato colpito un innocente», ha ribattuto Rigoli, che ha chiesto al conduttore se credesse nella sua innocenza. «Se lo dice la magistratura lei per me è innocente - ha risposto Ranucci - . Però in questo momento io non sono neanche indagato ma sono quello che si è messo la bomba da solo». Rigoli ha quindi ripreso la parola: «Io sono solidale con sua figlia, - ha chiuso - perché sua figlia ha sofferto quanto mia figlia per tre anni, come ha sofferto la mia famiglia». Parole che gli ha ribadito sottolineando «Io voglio giustizia» quando Ranucci, sceso dal palco, è andato a stringergli la mano.











