"Grazie, perché siete qui nonostante abbia perso la credibilità". Polemiche e bagni di folla per il conduttore di Report Sigfrido Ranucci, che così ha aperto la presentazione del suo libro "Il ritorno della casta" ad Asiago (Vicenza). "Io è dal 2000 che faccio i conti con queste cose, quando ritrovai la cassetta di Borsellino e chiesero il mio licenziamento", afferma Ranucci senza però fare riferimento ai nuovi attacchi nei suoi confronti oggi dedicati alle parole di Angela Camuso, giornalista che lo ha accusato di comportamento scorretto, parole che hanno aperto un nuovo fronte.
Ma all'epoca, ricorda ancora Ranucci parlando del passato, "c'era un signore in Rai, che si chiamava Zaccaria, che mi ha difeso. E poi le inchieste sono finite con un'archiviazione". Ranucci, sempre parlando davanti a una grande quantità di persone, ha sottolineato: "Il problema grande di questa nuova ondata è il dolore che devo raccogliere delle persone che mi stanno vicino in questi giorni. Sono ormai due mesi e mezzo viaggio a una media di 200 articoli al giorno, di cui due terzi sono pieni di falsità, anche di giornali da cui non te lo aspetteresti. Non posso ovviamente perdere il tempo a smentire ogni cosa perché sarebbe impossibile". Tuttavia, "l'unica fortuna è che tra qualche settimana mio figlio diventerà avvocato".










